L’origine della parola Tabine sembra incerta, ma comunque legata ad una funzione di sosta e approdo, tipica del passato. PoichE' proprio nei pressi della stretta di Pinzano era possibile sostare e approdare, era stato organizzato un traghetto in pianta stabile sul quale solitamente transitavano viaggiatori, commercianti, legionari con relative salmerie, merci varie, sia diretti sia provenienti dal Norico. Questi transiti non rappresentavano
solo scambi mercantili o spedizioni
militari, ma erano anche un
veicolo di civiltà, cultura, costumi e
religioni. Il prato alluvionale della
Tabine e i contigui saletti di Villuzza
diventavano un punto di sosta, di riposo e di riordino per le carovane
o i consistenti scaglioni militari, che
vi sostavano prima di proseguire il
cammino. L’attraversamento della
Tabine poteva svolgersi nelle diverse
situazioni idriche del Tagliamento
lungo un fronte longitudinale, da
Nord a Sud, di circa un chilometro, compreso fra il protettivo baluardo naturale della rupe denominata Cret Pilastri e la foce del Rio di Fossal, dove i tedeschi alla fine della guerra avevano scavato un profondo fosso anticarro. Tra le foci del Rio di Ponte e quella del Rio di Fossal si estendeva il Salet di Villuzza, ora completamente scomparso perché non più mantenuto sulle sponde e trascinato via dalla furia delle piene degli ultimi cinquanta anni. La Tabine ora è formata da un vasto prato alluvionale a forma di triangolo isoscele, delimitato alla base dalle foci del Rio Mordar a nord e dal Rio di Ponte a sud, incastonato tra le sovrastanti rive di San Pietro e Villuzza, con davanti il vasto greto del Tagliamento. Sul resti della ex proprietà dei Conti di Porcia, ora proprietà privata, è sorto appunto il ristorante “Al Vecjo Traghet”. |